Nuova Riveduta:

Genesi 48:10

Gli occhi d'Israele erano annebbiati per l'età e non ci vedeva più. Giuseppe li fece avvicinare a lui ed egli li baciò e li abbracciò.

C.E.I.:

Genesi 48:10

Ora gli occhi di Israele erano offuscati dalla vecchiaia: non poteva più distinguere. Giuseppe li avvicinò a lui, che li baciò e li abbracciò.

Nuova Diodati:

Genesi 48:10

Ora gli occhi di Israele erano offuscati a motivo dell'età, e non ci vedeva più. Giuseppe li fece avvicinare a lui, ed egli li baciò e li abbracciò.

Riveduta 2020:

Genesi 48:10

Ora gli occhi d'Israele erano annebbiati a motivo dell'età, tanto che non ci vedeva più. E Giuseppe li fece avvicinare a lui, ed egli li baciò e li abbracciò.

La Parola è Vita:

Genesi 48:10

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La Parola è Vita
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Riveduta:

Genesi 48:10

Or gli occhi d'Israele erano annebbiati a motivo dell'età, sì che non ci vedeva più. E Giuseppe li fece avvicinare a lui, ed egli li baciò e li abbracciò.

Ricciotti:

Genesi 48:10

Gli occhi d'Israele infatti si erano annebbiati per la vecchiezza, e non poteva vederci bene. Fatti dunque avvicinare a sè [i due nipoti], li baciò e li abbracciò,

Tintori:

Genesi 48:10

Or gli occhi d'Israele erano annebbiati per la gran vecchiaia, e non poteva più distinguere. Avvicinati che furono li baciò, li abbracciò,

Martini:

Genesi 48:10

Imperocché gli occhi d'Israele si erano ottenebrati per la gran vecchiaia, e non potea vedere distintamente. Ma appressati che furon quegli a lui, li baciò, e tenendoli tralle sue braccia,

Diodati:

Genesi 48:10

(Or gli occhi d'Israele erano gravi per la vecchiezza, talchè egli non potea vedere.) E Giuseppe glieli fece appressare.

Commentario abbreviato:

Genesi 48:10

8 Versetti 8-22

I due buoni uomini possiedono Dio come loro conforto. Giuseppe afferma: "Essi sono i figli che Dio mi ha dato". Giacobbe sentenzia: "Dio mi ha mostrato la tua discendenza". Il conforto è doppiamente grande quando lo vediamo venire proprio dalla mano di Dio. Egli non solo ci toglie le nostre paure, ma supera anche le nostre speranze. Giacobbe racconta di come la provvidenza Divina si sia preso cura di lui in tutta la sua vita. Molti stenti egli patì ma Dio lo custodì dal male e dalle difficoltà. Ora che stava morendo guardava a se stesso come redento da tutti i peccati e da tutte le sofferenze per sempre. Cristo, l'Angelo del patto, ci redime da ogni male. La liberazione dalle miserie e dai pericoli per la potenza Divina, che ci vengono attraverso il riscatto del sangue di Cristo, nelle Scritture è spesso chiamata redenzione. Nel benedire i figli di Giuseppe, Giacobbe incrociò le mani. Giuseppe, nel voler sostenere il suo Primogenito, avrebbe scambiato le mani di suo padre, ma suo padre non agì né per errore né per un affetto di parte nei confronti dell'uno rispetto all'altro, ma mosso da uno spirito di profezia e per il consiglio Divino. Dio, nel dare benedizione al suo popolo, dà più regali, più grazie, più conforti e più cose buone terrene ad alcuni piuttosto che ad altri,. Egli dà spesso la maggior parte a coloro che riteniamo minimamente degni. Egli sceglie le cose deboli del mondo, alza il povero dalla polvere. La grazia non osserva l'ordine della natura, né Dio preferisce quelli che noi riteniamo più adatti, ma Egli opera secondo il suo soddisfacimento. Quanto sono poveri coloro che non hanno alcuna ricchezza se non quella di questo mondo! Quanto è miserabile il letto di morte di quelli che non hanno una speranza ben fondata, ma la terrificante comprensione del male e solo del male per l'eternità!

Riferimenti incrociati:

Genesi 48:10

Ge 27:1; 1Sa 3:2; 4:15
Is 6:10; 59:1
Ge 27:27; 31:55; 45:15; 1Re 19:20

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